La gravina di Laterza

La gravina di Laterza

 

La gravina di Laterza, con i suoi 12 km di lunghezza, 200 metri di larghezza e 400 di profondità, è il più grande canyon del Parco Terra delle Gravine ed uno dei più grandi d’Europa.

La gravina si origina poco più a monte del centro abitato di Laterza e diventa via via sempre più profonda sino a confluire, nella piana di Castellaneta marina, con l’alveo della gravina di Castellaneta, originando il fiume Lato, il più lungo e ampio fiume della provincia di Taranto.

Presenta profonde pareti calcaree, ricoperte da fitta vegetazione nelle parti meno scoscese, e acqua a scorrimento temporaneo durante i periodi di precipitazioni piovose. Tutt’attorno alla gravina, vero e proprio scrigno di biodiversità, si conserva un paesaggio agrario perfettamente integrato, fatto di boschi di fragno e roverella, pinete mesogene a Pino d’Aleppo, boschi di leccio, macchia mediterranea, pascoli, pseudosteppa, oliveti, e seminativi di foraggere e grano.

Oasi Lipu Gravina di Laterza Pagina FB

Sul fondo della gravina si verifica il fenomeno dell’inversione termica per cui si registrano situazioni climatiche di media montagna che consentono la presenza di carpino orientale e acero minore, abbastanza localizzati sul territorio regionale pugliese.

La vegetazione rupicola è caratterizzata da campanula pugliese, di origine balcanica, e da euforbia arboscente, e si accompagna a cespugli di fillirea, alaterno, corbezzolo, ginepro coccolone e biancospino.

Le pareti rocciose sono importanti siti di nidificazione per numerose specie di rapaci molte delle quali minacciate di estinzione a livello comunitario come il capovaccaio, il lanario, il falco pellegrino, il gufo reale, il nibbio bruno, il nibbio reale e il biancone. La gravina è sito di nidificazione della rara cicogna nera, oltre che di specie rupicole come il corvo imperiale, il passero solitario e la monachella.

Nelle pozze d’acqua che si creano sul fondo della gravina si rinviene il raro ululone appenninico, anfibio dal ventre maculato di giallo e dal caratteristico verso che ricorda l’ululato di un lupo onde il singolare nome della specie.

Dal 1999 buona parte della gravina è Oasi LIPU Gravina di Laterza, 800 ettari di dirupi e di straordinaria biodiversità.

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