Le gravine di Martina Franca

Le gravine di Martina Franca

Il territorio di Martina Franca che degrada verso la piana tarantina, è caratterizzato dalla presenza di gravine più o meno profonde, disposte lungo il costone murgiano definito ‘Monti di Martina’. Si tratta de:

La Gravina degli Orimini.
Il Vallone dell’Inferno.

Nell’area delle gravine di Martina Franca insiste il raro gigaro pugliese, specie esclusiva della Puglia ed inserita nel Libro Rosso delle Piante d’Italia. La specie fiorisce tra la fine di aprile e maggio, spesso al limite del bosco con oliveti e pascoli.

In Primavera è facile ammirare lungo queste gravine e boschi, le celebri Orchidee spontanee della Terra delle Gravine, vanto del Parco Naturale Regionale.

Lungo la scarpata murgiana jonica, entro il teritorio di Martina Franca che corre dal Monte Trazzonara sino al Corno della Strega, in pochi chilometri quadrati, esiste un mondo straordinario, lì dove la terra si apre in profondi canyon.

Qui, sin da tempi remoti e dalla prima civilizzazione dell’uomo, sono state utilizzate le grotte che si aprono nelle rocce, risalenti all’Età del Cretaceo, come abitazioni o santuari.

Le principali gravine in agro di Martina Franca (Taranto), nel Parco delle Gravine, sono una dozzina: Vuolo, Pianelle, Nzirra, Voccole, Pilano, Parco della Vigna, Vallone dell’Inferno, Franzullo, S. Domenico, Piccoli, Bufalaria del Duca e Papa Ciro.

Esse rappresentano un’eccezionale unicum, naturale e storico. La loro visita è dovuta e richiede talvota un discreto impegno, ma ne vale la pena, perchè dedicarsi alla visita di questi canyon, ha il fascino e l’emozione della scoperta, del ritrovamento inedito delle origini della civiltà umana.

Fonti: 1999, Laddomada S. – Prima di Martina, gli avvicendamenti umani in grotta e nel territorio dal paleolitico al medioevo. Centro di Documentazione e Tutela delle Grotte Preistoriche e Cultuali.

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