Monte S.Elia oasi wwf

Monte S.Elia oasi wwf

Alle quote più alte delle colline di Massafra, in posizione estremamente panoramica e dominante, insiste Monte Sant’Elia.

Dai suoi 450 metri la visuale abbraccia la parte cuore del Parco Terra delle Gravine, da Crispiano a Mottola, comprendendo Massafra, sino all’intero Golfo di Taranto. Nelle giornate terse, da Monte Sant’Elia, è possibile distinguere chiaramente i profili del massiccio del Pollino e della Sila.

Monte Sant’Elia, ricoperto dal Bosco Caracciolo, è di proprietà del WWF Italia, ed è frutto di una donazione fatta dalla Comunità dell’Arca allo stesso WWF con l’impegno di farne un luogo dell’accoglienza e della non violenza, principi a cui è ispirata la Comunità, e di svolgere azioni di conservazione della natura e della biodiversità.

Dagli anni ‘90 del Novecento Monte Sant’Elia è Oasi WWF ed è gestita dalla locale associazione di volontariato WWF Trulli e Gravine attraverso iniziative a carattere divulgativo scientifiche e di educazione ambientale. Nell’ambito dell’Oasi insiste anche Masseria Monte Sant’Elia, i cui locali sono destinati, attraverso recenti lavori di restauro, ad accogliere i visitatori del Parco Terra delle Gravine.

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Il Bosco Caracciolo è un bosco di leccio e macchia mediterranea, quest’ultima costituita da lentisco, fillirea, ginepro coccolone, corbezzolo, cisto di Montpellier e cisto rosso. Sulla roccia nuda cresce l’euforbia spinosa che forma veri e propri cuscinetti dall’intenso odore di miele per la fioritura che avviene ai primi di aprile e il timo arbustivo che si impreziosisce di fiori lilla in piena estate.

Le radure tra la macchia si arricchiscono di abbondanti fioriture di orchidee selvatiche, dalla Barlia robertiana, già a fine febbraio, alla Serapias vomeracea a metà maggio, alla Spiranthes spiralis, unica orchidea a fioritura autunnale nel Parco Terra delle Gravine. In primavera è possibile ammirare le delicate fioriture del ciclamino primaverile, decisamente localizzato nel comprensorio del Parco Terra delle Gravine.

La fauna dell’Oasi comprende varie specie tra cui lupo appenninico, di recente comparso nel territorio del Parco delle Gravine, tasso, cinghiale, volpe, faina e donnola. Tra i serpenti si annoverano cervone, colubro leopardino, biacco, vipera, quest’ultimo unico serpente velenoso in Puglia, mentre altri rettili sono testuggine di Hermann, specie ad elevato rischio di estinzione, ramarro occidentale, dalla livrea verde brillante, e geco di Kotschy, di origine balcanica.

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